L’albero che ha ucciso Alicia Amoruso non era potato da anni, forse dieci, se non di più. E un censimento sistematico delle piante a rischio non è stato mai eseguito, nonostante le richieste non solo dell’opposizione ma anche dello stesso ufficio tecnico comunale. E’ sempre più rovente la polemica a Bisceglie dopo la tragedia che è costata la vita alla ragazzina di dodici anni all’uscita dalla scuola. Anche perché si moltiplicano le testimonianze che dimostrano quanto il rischio rappresentato dallo stato del verde pubblico fosse noto a tutti.
Il vento blocca Bari: alberi caduti, treni bloccati. Paura al Policlinico e al Campus UniBa
di Anna Piscopo
13 Aprile 2026
Un’associazione, Spazio Civico, tre mesi fa aveva segnalato la pericolosità del pino di via Gaetano Veneziano con un post su facebook. E l’ex sindaco Francesco Spina, da consigliere di minoranza, a ottobre aveva scritto al Prefetto della Bat, oltre che al sindaco Angelantonio Angarano, per evidenziare che “nell’ultimo periodo sono innumerevoli gli episodi di grossi alberi caduti nelle scuole comunali, nelle piazze, nel cimitero comunale e lungo le principali strade cittadine, che hanno determinato danni materiali alle autovetture, paura e panico, senza fortunatamente arrecare danni seri alle persone. Che soprattutto nelle zone affollate da alunni, bambini e ragazzi adolescenti, che si affollano spesso nelle piazze pubbliche della città, il pericolo è molto serio e urgente”, ribadendo che era necessario “prevenirne la ripetizione, assai pericolosa laddove si consideri anche la chiusura al pubblico, contemporanea, di quasi tutti i parchi biscegliesi, con conseguente affollamento nelle piazze pubbliche della città dei giovani e di tutti i cittadini biscegliesi”.










