Riparte dal piano industriale il nuovo corso di Casavo. Dopo aver ripulito il bilancio dai circa 200 milioni di perdite accumulate dalla fondazione e aver trasformato il proprio modello di business – dall’instant buying a un marketplace immobiliare tecnologico basato su una rete diretta di agenti – la proptech guidata e fondata da Giorgio Tinacci guarda ora al 2030 con nuovi obiettivi. Per il 2026, ambizione è raggiungere un fatturato compreso tra i 15 e i 20 milioni di euro, raddoppiare il network di agenti – da circa 200 a oltre 400 tra Italia e Francia – ed espandersi in 20 nuove aree urbane. Il traguardo è il ritorno all’utile già nel 2027, mentre al 2030 la società mira a superare i 50 milioni di ricavi.
Il mix per crescere
Alla base della strategia c’è un mix di crescita organica e acquisizioni, in un mercato che si avvia - secondo il management - verso una fase di rafforzamento. «Siamo convinti che il mercato dell’intermediazione immobiliare in Europa andrà verso una fase di consolidamento, catalizzata da un cambio di modello operativo da franchising a rete diretta e dall’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività degli agenti», ha spiegato Tinacci, sottolineando come Casavo possa contare su tecnologia proprietaria e competenze sviluppate in più mercati europei. A supporto del piano industriale, la proptech ha completato un aumento di capitale da oltre 12 milioni di euro, sottoscritto dalla maggioranza dei soci (tra cui Project A, Picus Capital, Evrg 18 e Salica Investments) e da nuovi investitori tra cui, secondo quanto si apprende, ci sarebbero anche i fondatori di Bending Spoons, partecipanti tramite veicoli personali.







