Un’inchiesta giornalistica ha riacceso le polemiche attorno alla famiglia reale britannica, mettendo sotto esame la gestione dei patrimoni privati legati all’erede al trono. Il caso, ricostruito dal quotidiano The Sunday Times insieme al programma televisivo Dispatches, ha sollevato nuove domande sulla trasparenza dei redditi reali e sui rapporti economici tra monarchia e istituzioni pubbliche. Al centro della vicenda c’è il carcere storico di Dartmoor, nel Devon, una struttura che secondo le rivelazioni sarebbe ormai inutilizzata da tempo. L’indagine sostiene che il Principe William, attraverso il Ducato di Cornovaglia, avrebbe continuato a ricevere entrate milionarie dal Ministero della Giustizia britannico come canone di affitto.

La cifra indicata si aggira attorno a 2,5 milioni di sterline (circa 3 milioni di euro), nonostante la struttura sia stata svuotata dopo la decisione di trasferire i detenuti a causa della presenza di livelli pericolosi di gas radon, una sostanza radioattiva naturale che rendeva l’area non sicura. Secondo quanto emerso, il flusso di denaro pubblico non si sarebbe interrotto nemmeno dopo lo svuotamento completo dell’istituto, alimentando critiche e perplessità sull’uso dei fondi pubblici.