Il verso di una rana, il canto di un uccello, il frinire di un insetto: suoni che spesso percepiamo come armoniosi, quasi “musicali”. Ma è solo una nostra interpretazione? Oppure esiste una radice più profonda, condivisa con il resto del mondo animale?

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Science suggerisce che ciò che suona piacevole a noi potrebbe piacere anche agli animali. Un’ipotesi che richiama da vicino un’intuizione formulata già nell’Ottocento da Charles Darwin.

Un’idea antica, ora testata

Già nell’Ottocento, Darwin ipotizzava che alcune specie possedessero un senso estetico simile al nostro. Nel suo lavoro sull’evoluzione, scriveva ne The Descent of Man (1871) che alcuni animali “hanno quasi lo stesso gusto per il bello che abbiamo noi”.

Il nuovo studio di un team internazionale guidato da Logan S. James della canadese McGill University riprende proprio questa intuizione, mettendola alla prova con strumenti scientifici contemporanei.