Dalle cucce dei rifugi ai salotti di casa, la musica è entrata da tempo nella vita quotidiana dei cani. Addestratori, proprietari e operatori la usano per calmare, distrarre o creare un ambiente più prevedibile. Ma la scienza invita alla cautela: gli effetti esistono, ma non sono universali né automatici.

La musica come strumento di supporto, non una cura

Gli esseri umani usano la musica per modulare l’umore, creare un’atmosfera o richiamare ricordi legati ad affetti e momenti importanti. Secondo i ricercatori, in alcune circostanze anche i cani possono rispondere in modo simile, soprattutto quando la musica viene usata come supporto in contesti stressanti.

Proprietari, addestratori e operatori dei rifugi utilizzano talvolta la musica come strumento di addestramento, come distrazione da stimoli ansiogeni o per rendere più rilassante l’ambiente in cui i cani vivono, soprattutto nei box o quando restano soli in casa. Tuttavia, gli studiosi sottolineano che la risposta è “dipendente dal contesto”: conta il temperamento del cane, l’ambiente, il tipo di musica e il volume.

Sui social circolano numerosi video di cani che ululano seguendo una melodia, si rilassano ascoltando playlist dedicate o canali televisivi mentre i proprietari sono al lavoro, oppure sembrano calmarsi durante la permanenza in pensione. Altri vengono esposti sempre alla stessa canzone per facilitare l’abituazione al trasportino. Sono esempi di come la musica sia ormai integrata nella vita degli animali domestici.