I numeri inquadrano la salute (o i malesseri) di un costruttore. "E sebbene gli scenari globali siano complicati noi stiamo bene, molto bene", ha spiegato il presidente di Suzuki Italia Massimo Nalli, in margine alla presentazione della prima vettura elettrica del brand, il Suv compatto eVitara. La casa di Hamamatsu nel 2025 ha superato Nissan diventando il terzo costruttore automobilistico giapponese, con 3,3 milioni di veicoli globalmente venduti. "Dal 1919 Suzuki Auto non ha mai registrato perdite di bilancio. Importante sottolineare che i ricavi nell'anno fiscale appena concluso sono stati di 8,9 miliardi con un buon profitto operativo di 0,8 miliardi. Il segreto? Fare sempre scelte prudenti che oggi ci aiutano, come ad esempio non presidiare i mercati instabili di Cina e Usa. Siamo comunque in 170 Paesi del mondo ed è curioso notare che, dopo Ferrari e Porsche, il nostro marchio è terzo assoluto, in percentuale, per profittabilità. Risultato non facile se consideriamo che i maggiori redditi derivano dai segmenti premium mentre noi facciamo modelli più piccoli e popolari".

E l'Europa? "Vendere nel Vecchio Continente – ha aggiunto Nalli – è diventato molto difficile, in presenza di regolamenti stringenti sul piano ecologico e in assenza di certezze sulle future normative. La nostra fabbrica di Budapest ci aiuta parecchio, abbiamo registrato 135mila immatricolazioni ma l'Europa è l'unica area un po' calata. In Italia ci ha penalizzati l'uscita di scena di modelli importanti come Jimny e Ignis, fuori listino in ossequio alle richieste sulla riduzione di Co2 decise dall'Europa, regole che noi rispettiamo come abbiamo sempre fatto. Abbiamo venduto nel nostro paese 31.283 macchine, con un calo del 17,2% e mantenendo comunque una quota intorno al 2%. Restiamo il miglior mercato europeo per Suzuki, contribuendo per il 16,8% alle vendite continentali. Nel primo trimestre 2026 registriamo anche in Italia un recupero significativo di quota, grazie soprattutto a Swift e alla Vitara che cresce sul mercato da 11 anni consecutivi".