Suzuki chiude il 2025 con risultati solidi sul mercato italiano, confermando una quota del 2,1% e 31.222 autovetture immatricolate, in base ai dati diffusi da Unrae.
Un traguardo che consente alla filiale italiana - la prima in Europa per volumi - di mantenersi sopra la soglia del 2% per il settimo anno consecutivo, nonostante un contesto complesso segnato dal calo del mercato complessivo e dall'uscita di scena di modelli storici come Ignis e Jimny, penalizzati dalle normative europee sulle emissioni di CO2.
"In uno scenario regolatorio che ha fortemente penalizzato le motorizzazioni termiche a favore dell'elettrico, Suzuki ha continuato a difendere la propria quota di mercato", ha dichiarato Massimo Nalli, presidente e ceo di Suzuki Italia, sottolineando come l'evoluzione della domanda "per decreto" abbia mostrato limiti evidenti. Secondo Nalli, la debole risposta del mercato alle vetture elettriche, a fronte di ingenti investimenti, ha messo in difficoltà numerosi costruttori, costretti a ridurre capacità produttiva e occupazione. Gli automobilisti europei, ha aggiunto, continuano a preferire soluzioni ibride per prezzo, autonomia e praticità d'uso, mentre la transizione elettrica dovrebbe procedere in modo più graduale, anche valorizzando carburanti a bassa CO2.







