Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è stato istituito nel 1991. Dal 1998 è Patrimonio dell’Unesco grazie ai prestigiosi siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula. Occupa una superficie di oltre 180 mila ettari prevalentemente nel territorio meridionale della provincia di Salerno. La sede del Parco è a Vallo della Lucania (Salerno) ed è stato istituito per bloccare l’intero territorio dalle speculazioni edilizie e da un distruttivo turismo di massa del quale si parlava fin dal 1973 durante un convegno internazionale tenutosi a Castellabate, sempre nella provincia cilentana.
Dal 2011 il Parco è dotato di una biblioteca digitalizzata di ventimila volumi a Vatolla, frazione di Perdifumo (Salerno), in ricordo del filosofo, storico e giurista Giovan Battista Vico (Napoli 1668/1744) con la messa in rete e supporto multimediale. Il Parco difende strenuamente il Territorio, la sua Geologia e l’Ambiente con la Flora e la Fauna, i numerosi Siti Archeologici ed i Luoghi di particolare interesse paesaggistico e storico.
Nell’ambito delle tante e particolari situazioni tutte estremamente interessanti, la nostra curiosità si è soffermata sulla parola «maracuoccio» che identifica un antico legume cilentano simile ad una piccola cicerchia selvatica (lathyrus cicera), coltivato quasi esclusivamente a Lentiscosa, frazione di Camerota in pieno Parco Nazionale, presidio slow food dal 2016 per tutelarne la biodiversità e la produzione, estremamente limitata.









