C’è una nuova rotta da esplorare nel mondo dei cocktail. Si chiama Asti Torino, richiamando e rivisitando in chiave ancora più territoriale il celebre Milano Torino, dalla cui ricetta sono nati anche il Negroni e l'Americano. Gli ingredienti sono quattro: Asti Spumante Docg, Vermouth di Torino Igp bianco, Peychaud’s Bitter e Acqua Tonica. Un mix che il flair bartender Giorgio Facchinetti, dietro al pirotecnico banco d’assaggio del Consorzio dell’Asti al Vinitaly di Verona, descrive così: «Il connubio perfetto per far apprezzare al palato tutti gli ingredienti storici e territoriali del fantastico Piemonte».
Un long drink fresco, poco alcolico (14-15 gradi), beverino, «ideale per un aperitivo, per iniziare una serata estiva all’insegna della leggerezza, ma anche come dopo cena non troppo impegnativo, con un retrogusto intrigante che unisce la dolcezza, l’amaricante e un sottile retrogusto di liquirizia». Il nome è stato scelto attraverso un contest organizzato dal Consorzio di Tutela in collaborazione con la Direzione agricoltura della Regione Piemonte.
L’obiettivo, oltre a soddisfare il palato, è quello di collocare meglio l’Asti Spumante nel segmento strategico della mixology, con la speranza di seguire le orme di successo del Prosecco con lo Spritz. «Vogliamo proporre un long drink attuale e particolarmente piacevole perché si basa su due prodotti di eccellenza nel nostro territorio, due denominazioni che si incontrano e si elevano attraverso l'opportunità del cocktail – spiega il direttore del Consorzio, Giacomo Pondini -. Un sorprendente incontro di sapori che immaginiamo perfetto per accompagnare un sushi o un piatto thai leggermente piccante». Dopo Verona, il nuovo cocktail Asti Torino verrà presentato in tutte le occasioni di promozione e comunicazione in Italia e all’estero: «Sarà un ulteriore elemento di racconto, distinzione e storytelling del territorio».







