Il 22 giugno i pezzi del complicato puzzle giudiziario dell'inchiesta sull'eredità di Marella Agnelli dovrebbero ricomporsi: i tre fascicoli ancora pendenti saranno riunificati in un unico procedimento. Mentre ieri si è celebrata l'udienza preliminare in cui John Elkann e Gianluca Ferrero, storico commercialista di famiglia, rispondono di infedeltà nelle dichiarazioni dei redditi (relative alle annualità 2018 e 2019) presentate successivamente alla morte della moglie di Gianni Agnelli; la Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per entrambi con l'accusa di truffa ai danni dello Stato per non aver pagato l'imposta di successione sull'eredità ricevuta.

Al centro ci sono sempre gli esiti degli accertamenti della Guardia di Finanza, innescati da un esposto presentato a dicembre 2023 da Margherita Agnelli sulla residenza fittizia di sua madre: l'ipotesi degli inquirenti è che per aggirare il fisco, e forse per evitare che Margherita avesse ulteriori pretese sull'eredità dei genitori, si sia tentato di far credere che Marella, morta il 23 febbraio 2019 a 92 anni, dimorasse in Svizzera, anziché a Torino.

Nel filone sulla frode fiscale, i pm avevano chiesto di archiviare le accuse ma il 15 dicembre scorso il gip Antonio Borretta aveva ordinato loro di formulare l'imputazione coatta (decisione confermata dalla Cassazione che aveva respinto il ricorso presentato dai legali del manager della vecchia Fiat). Di conseguenza, la Procura torinese ha chiesto il rinvio a giudizio per John Elkann e Gianluca Ferrero.