La procura di Torino ha formulato l’imputazione per John Elkann e il commercialista Gianluca Ferrero, nell'ambito dell'inchiesta sull'eredità Agnelli. Il capo d'accusa riguarda le presunte dichiarazioni infedeli (e non la truffa) in merito a due annualità per le quali la procura aveva chiesto l’archiviazione.
Nello specifico, dichiarazioni dei redditi presentate dopo la morte di Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli. Formalmente, si tratta di una richiesta di rinvio a giudizio, su cui il giudice dovrà pronunciarsi nelle prossime settimane.
Lo scorso 15 dicembre il giudice del tribunale di Torino, Antonio Borretta, aveva infatti ordinato alla procura di formulare la cosiddetta “imputazione coatta” per Elkann e Ferrero.
L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Marco Gianoglio e dai pm Mario Bendoni e Giulia Marchetti, che hanno concretizzato la richiesta in dieci giorni come richiesto dal giudice.L'imputazione è stata formulata per i reati fiscali che il giudice ha ritenuto non assorbiti dalla truffa ai danni dello Stato, per la quale invece si procede separatamente.
È prevista per l'11 febbraio, infatti, l'udienza dedicata alla proposta di messa alla prova per John Elkann (che intanto ha versato 183 milioni di euro all'Agenzia delle entrate). Il giudice aveva disposto invece l’archiviazione completa del procedimento nei confronti di Ginevra Elkann, Lapo Elkann e del notaio Urs Robert von Gruenigen, accogliendo la richiesta dei pm.








