Una richiesta di rinvio a giudizio è stata inoltrata dalla procura di Torino nei giorni scorsi per John Elkann e il commercialista Gianluca Ferrero in uno dei risvolti dell'inchiesta sulla residenza italiana di Marella Caracciolo, la vedova di Gianni Agnelli morta nel 2019.
L'iniziativa dei pubblici ministeri è stata dettata dal diniego del tribunale alla proposta di Elkann di accedere alla messa alla prova e di Ferrero di patteggiare una pena pecuniaria.
Il fascicolo sarà riunito a quello che già arrivato alla fase dell'udienza preliminare, che si è aperta oggi ed è stata subito aggiornata al 22 giugno.
Nel faldone entreranno anche gli atti relativi a un terzo dossier, che riguarda il ruolo del notaio Remo Morone su presunte irregolarità nell'iscrizione alla Camera di commercio di Torino degli assetti di Dicembre la "cassaforte" che controlla tutte le società del gruppo della famiglia. Il procedimento, la prossima estate, tornerà dunque a essere unificato dopo aver preso tre strade diverse.
L'udienza preliminare che si è aperta oggi a Torino - e subito rinviata a giugno - riguarda il procedimento scaturito dalla cosiddetta "imputazione coatta" disposta lo scorso dicembre da un giudice che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione della procura.









