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Secondo il Wall Street Journal, Hong Kong è diventata il fulcro di una rete finanziaria opaca che permette all’Iran di aggirare le sanzioni e sostenere la propria industria militare
Un sistema parallelo, quasi invisibile ma estremamente efficace, che consentirebbe all’Iran di aggirare le sanzioni internazionali e continuare a finanziare la propria economia e il proprio apparato militare. Un simile meccanismo avrebbe il suo epicentro a Hong Kong, snodo finanziario globale che, grazie alla facilità con cui si creano società e si muovono capitali, è diventato una sorta di “lavatrice” per fondi e transazioni legate a Teheran.
Secondo il Wall Street Journal, la città cinese ha svolto un ruolo chiave nell’aiutare l’Iran a resistere a anni di isolamento imposto dagli Stati Uniti. Emblematico il caso di tale Hamed Dehghan, imprenditore iraniano, raccontato dal quotidiano: già nel 2019 il Dipartimento del Tesoro americano lo aveva accusato di utilizzare una società di facciata a Hong Kong per acquistare attrezzature sensibili destinate ad aziende collegate al programma missilistico iraniano e ai Pasdaran.






