Arisa è sincera, onesta. Racconta episodi e descrive sensazioni ed emozioni guardandoti negli occhi. Le interessa essere autentica. “Manifestarmi, perché altrimenti che motivo avrei di essere artista. Voglio raccontare la vita cercando di indicare una strada. È quello che la musica ha fatto per me”. Dopo aver partecipato al Festival di Sanremo 2026 con “Magica Favola” (“e ho avuto un bel riscontro dal pubblico”), l’artista torna con “Foto mosse”, ottavo disco in studio e il più cantautorale della carriera, in uscita venerdì 17 aprile. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con i Mamakass (Fabio Dalé e Carlo Frigerio) e autori come Giuseppe Anastasi, Dimartino, Galeffi, Dente e Andrea Bonomo.
Dentro l’album c’è l’amore nelle sue sfaccettature: le relazioni imperfette, l’identità in trasformazione, la ricerca e l’affetto per se stessi. “Già da piccola mia mamma mi diceva che dovevo essere libera economicamente e non pensare al principe azzurro – confessa Arisa –. Ho messo da parte i primi risparmi a 13 anni”. E ancora, in “Amore universale” emerge l’immagine della maternità, “ma non ho figli e, nonostante un lato materno pronunciato, mi viene difficile sentirmi mamma. Sicuramente non voglio esserlo di un possibile partner perché si perde l’equilibrio del rapporto”. Tra le tracce “Atomi”, scritta per la madre, sarà legata alla distribuzione in spagnolo del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. Con “Foto mosse”, Arisa apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico e si prepara per il tour al via a maggio con le première live al via il 20 maggio al Teatro Rossini di Civitanova Marche.










