Rocco e i suo cervelli. Ansioso, depresso, bipolare, ossessionato. Sono tanti gli stati mentali che si traducono poi in disturbi del comportamento. Per davvero o per fiction. Alla ricerca dell’equilibrio perduto. Torna da giovedì prossimo al Maxxi di Roma (fino al 18 aprile) lo Spiraglio Filmfestival della salute mentale che ha anche come obiettivo quello di abbattere lo stigma su questi temi e che vede premiare quest’anno Rocco Papaleo, attore, regista, sceneggiatore, musicista che alla soglia dei 70 anni (è nato a Lauria, in Basilicata, nel 1958) può “vantare” di avere interpretato spesso e volentieri questi ruoli attraverso una galleria di personaggi incarnati magistralmente segnati da incertezze, inquietudini, sana/insana follia.

Basti pensare alla performance nel ruolo di Cervo Nero nel film Il grande spirito di Sergio Rubini o la sorprendente ed autoironica indagine psicoanalitica su se stesso in Scordato, di cui è anche regista. Dimostrando, nella sessantina di film in cui è apparso, dalla commedia al dramma, come si possano coniugare profondità e divertimento e come il cinema possa diventare poesia. Ma anche come possa contribuire a curare in qualche modo certi disagi: “Bisogna andare al cinema tornare a teatro, leggere un bel libro, ascoltare buona musica: sono tutte forme – a mio avviso – estremamente terapeutiche per chiunque abbia disturbi mentali. Sono convinto che la cultura in generale aiuti molto ad alleggerire certi stati d’animo e mentali pesanti”.