Una "pubblicità ingannevole" dietro i messaggi pubblicati sui social per promuovere via web il pandoro Pink Christmas e le uova di Pasqua era già stata indicata dall'Antitrust nel procedimento che si era chiuso con una sanzione di più un milione di euro.

Ma il mancato riconoscimento dell'aggravante della minorata difesa di circa 30 milioni di follower, ritenuti difficilmente assimilabili a "seguaci di santoni delle sette religiose" ed anche scevri da un "rapporto di acritica adesione", non ha consentito di entrare nel merito processuale della vicenda.

È questo il senso delle motivazioni depositate oggi con cui lo scorso gennaio il giudice di Milano Ilio Mannucci Pacini ha prosciolto Chiara Ferragni, il suo ex braccio destro Fabio Damato e Francesco Cannillo, rappresentante di Cerealitalia.

I tre sono finiti imputati per truffa aggravata per le due campagne pubblicitarie, tra il 2021 e il 2022, in cui sono stati usati slogan che avrebbero indotto in errore i consumatori, convinti di fare un gesto di beneficienza per aiutare i bimbi in difficoltà acquistando i dolci natalizi o pasquali.

Ma per via della riqualificazione del reato in truffa semplice e dell'assenza di querela - che è stata revocata dal Codacons e qualche altro privato - non si è potuto far altro che dichiarare "il non doversi procedere".