Considerare l'acqua come una priorità di sicurezza sanitaria e non solo ambientale, fissando obiettivi vincolanti per garantire la tutela della salute pubblica con la gestione sostenibile delle risorse idriche.
Lo prevede il Protocollo su Acqua e Salute dell'Organizzazione mondiale della sanità e della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (Unece), ratificato dall'Italia con il voto del Senato lo scorso 31 marzo.
A fare il punto è il convegno internazionale "Italian Ratification of the Who/Unece Protocol on Water and Health", organizzato dal Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque dell'Istituto Superiore di Sanità insieme alla Regione Abruzzo.
Il protocollo è il primo accordo giuridicamente vincolante che unisce in un unico quadro la protezione della salute e la gestione sostenibile dell'acqua lungo tutto il ciclo: dalle fonti al consumo, fino alle acque reflue e alla balneazione.
Ogni Paese aderente si impegna a fissare obiettivi nazionali misurabili sull'accesso equo all'acqua potabile, sui servizi igienico-sanitari sicuri, sulla protezione degli ecosistemi idrici, e a rendicontare periodicamente i progressi.






