Milano, 26 ago. (askanews) – Nonostante i progressi registrati nell’ultimo decennio, 1 persona su 4 nel mondo, pari a 2,1 miliardi di individui, non ha ancora accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro. Tra questi, 106 milioni bevono direttamente da fonti di superficie non trattate. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Progressi nell’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici nelle case 2000-2024: focus speciale sulle disuguaglianze”, pubblicato da Oms e Unicef in occasione della Settimana mondiale dell’acqua 2025 in programma dal 24 al 28 agosto.
Il documento segnala che 3,4 miliardi di persone non dispongono di impianti igienici di base gestiti in modo sicuro e che 354 milioni praticano ancora la defecazione all’aperto. Inoltre 1,7 miliardi non hanno accesso a strutture per lavarsi le mani nelle abitazioni, di cui 611 milioni prive di qualsiasi impianto.
Le disuguaglianze sono particolarmente marcate nei Paesi a basso reddito, nei contesti fragili, nelle comunità rurali e tra le minoranze etniche e indigene. Nelle nazioni meno sviluppate la probabilità di non avere accesso a servizi idrici e igienici di base è più che doppia rispetto agli altri Paesi, mentre la mancanza di strutture per lavarsi le mani è più che tripla. Nei contesti fragili la copertura di acqua potabile sicura è inferiore di 38 punti percentuali rispetto ad altri Paesi.






