Prima sottraevano gasolio da riscaldamento durante l'erogazione, poi lo rivendevano a prezzo vantaggioso sfruttando la tassazione agevolata.

Il carburante finiva quindi a distributori compiacenti, dove veniva miscelato con gasolio per autotrazione e immesso sul mercato a costi più competitivi.

A scoprire la frode fiscale, nella quale sono coinvolti 15 persone tutte indagate, è stata la Guardia di Finanza nell'operazione 'Red Gold', condotta dal Comando provinciale di Pescara e coordinata dalla Procura di Avezzano guidata da Maurizio Maria Cerrato.

Le accuse ipotizzate nei confronti degli indagati comprendono l'associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, autoriciclaggio e reati legati all'evasione delle accise.

L'indagine ha portato alla luce un articolato sistema illecito nel settore dei prodotti energetici, riconducibile a un imprenditore marsicano formalmente residente in Svizzera e considerato un 'fantasma' per il fisco italiano, per una frode quantificata in circa 10 milioni di euro. Attraverso la manomissione dei contalitri installati sugli automezzi aziendali, venivano sottratti quantitativi di carburante destinati ad alimentare un circuito parallelo di vendita in nero. Il meccanismo consentiva di eludere sia la tassazione sui proventi sia le accise sugli oli minerali, approfittando della differenza di aliquota tra gasolio da riscaldamento e quello per autotrazione, con evidenti vantaggi sul prezzo finale.