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13 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 15:12
L’Italia può essere ripescata ai Mondiali? Tra regolamenti vaghi, equilibri geopolitici e precedenti limitati, sguazzano le ipotesi di chi vuole riaccendere il dibattito su una possibile presenza degli azzurri alla Coppa del Mondo 2026 in Usa, Messico e Canada. Il copione è sempre lo stesso. L’Italia fallisce l’accesso ai Mondiali e, a distanza di giorni, si parla di fantomatici ripescaggi. Questa volta a rendere il tutto un pochino più concreto è la delicata situazione dell’Iran. La Nazionale di Teheran, qualificata sul campo, non ha ancora definitivamente sciolto le riserve sulla sua presenza negli Usa, mentre la guerra continua e per ora i negoziati con Washington non hanno portato a risultati concreti. In questo scenario si è inserita una nuova suggestione: quella di un clamoroso super–playoff tra alcune Nazionali per stabilire quale Paese occuperà l’eventuale posto lasciato vacante dall’Iran. Ma procediamo con ordine.
Il punto di partenza resta la situazione dell’Iran. La guerra scatenata da Usa e Israele contro Teheran, le tensioni geopolitiche mondiali e i problemi legati ai visti per entrare negli Stati Uniti hanno aperto uno spiraglio teorico sulla possibile rinuncia della nazionale asiatica. La federazione iraniana dovrà sciogliere le riserve entro il 12 maggio: in caso di ritiro scatterebbero anche sanzioni economiche, con multe che partono da 250mila franchi svizzeri ma possono arrivare ad almeno 500mila se il forfait dovesse arrivare a meno di un mese dal via dei Mondiali, quindi dopo il 12 maggio. L’Iran aveva proposto di giocare i propri match in Messico: ipotesi bocciata dal presidente Fifa, Gianni Infantino, che però lavora per evitare l’onta del boicottaggio ed è ormai un fedelissimo amico di Donald Trump.







