Mafalda, arguta e puntuta. Mafalda spirito critico, sguardo laterale, prospettiva inattesa, occhi avidi e curiosi all’ombra della formidabile chioma. La bimba creata da Quino porta scarpette con il bottoncino da un lato e calzini bianchi. E, di regola, arriva a gran passi a prendersi la scena e scombinare le carte. C’è da scommettere che lo farà anche nella serie animata in cantiere per Netflix. Serie che si prevede in arrivo il prossimo anno. E già l’attesa è tanta. Il progetto in lavorazione per la regia di Juan José Campanella promette faville per la delizia degli appassionati di tutto il mondo. Mafalda, si sa, è molto amata in ogni dove. Più che lettori delle sue strisce questa straordinaria piccolina ha amici fedeli che, incantati dall’intelligenza magica delle sue gesta, hanno trascorso ore indimenticabili di pura gioia regalata dal suo micromondo. Il quadro è affollato di personaggi che appartengono a un nucleo familiare che comprende perplessi genitori e sagace fratellino e, inoltre, un variegato gruppo di amici. Ognuno di questi bambini ha una propria personalità precisa, tracciata nel dettaglio. Eppure, allo stesso tempo, ciascuno di loro è anche rappresentante di un archetipo. Di un tratto caratteristico applicabile, per induzione, a un panorama generale. In un sempre rinnovato confronto tra sensibilità e grettezza, materialismo e idealismo, senso comune e poesia.