Èil cartone animato più proiettato nei cineforum del campo largo. C’è un gatto che passa le giornate a escogitare trappole geniali per catturare la sua ossessione. E un canarino giallo che, con apparente leggerezza, le smonta una dopo l’altra. La scena è nota: il felino corre, pianifica, suda. Il volatile aspetta, osserva, colpisce al momento giusto. La differenza è che qui non siamo nei Looney Tunes, anche se i protagonisti ricordano parecchio Silvestro e Titti. Siamo dentro la partita vera per la leadership del campo largo. La segretaria del Pd aveva pensato di aver trovato la mossa decisiva: intestarsi la battaglia referendaria sulla separazione delle carriere, indossare la fascia da capitana dell’alleanza, costringere gli altri a inseguire. Una strategia lineare: se il referendum diventa il terreno identitario, chi lo guida diventa il punto di riferimento. Ma il leader del M5S ha scelto un altro campo. Niente rincorsa laterale: salto diretto nel confronto con il governo.