Entro il 2030 la regione dovrebbe installare 1059 megawatt di rinnovabili, nel quinquennio 2021-2025 ne sono stati installati 223. Roggerone e Brogelli: “Serve maggiore collaborazione con le istituzioni”

Genova – C'è una cifra che, più di ogni altra, restituisce la dimensione del problema energetico ligure: 539,9 megawatt. È la potenza complessiva da fonti rinnovabili installata in Liguria, la più bassa d'Italia tra le regioni a statuto ordinario, davanti soltanto al Molise. Una maglia nera che pesa, e che Confindustria Genova ha scelto di mettere al centro dell'aggiornamento del proprio position paper sulla Transizione energetica. Il documento non è solo un inventario di criticità: è un programma d'azione articolato in sei assi, con scadenze precise e richieste indirizzate tanto alla Regione quanto al governo.

Prima di affrontare il nodo locale, il documento inquadra il problema nel contesto nazionale. L'Italia paga l'energia elettrica circa il 30% in più rispetto alla media europea: 278 euro per megawattora contro 216 euro. Un handicap competitivo cronico, aggravato da una dipendenza energetica dall'estero che tocca il 75% del fabbisogno, contro il 58% della media Ue. Gli industriali chiedono quattro interventi urgenti a livello nazionale: il disaccoppiamento tra prezzi rinnovabili e gas, la riduzione dei costi legati al sistema Ets, l'eliminazione dello spread Ttf-Psv sul mercato del gas, e un deciso aumento delle rinnovabili nel mix energetico, affiancato dall'introduzione del nucleare.