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In 10 anni raddoppiate le denunce: reati nati da sguardi sbagliati o banali litigate

Un rimprovero, uno sguardo sbagliato, una scarpa sporcata. C'è qualcosa di inquietante nel nulla delle motivazioni delle ultime aggressioni. La violenza è del tutto gratuita, normalizzata, eccessiva quanto immotivata. E lascia senza difese. Il pretesto per far scattare la rissa è in ogni cosa e in un certo modo l'aggressione senza movente fa ancora più paura di quella per vendetta. Perché potrebbe capitare ovunque e a chiunque.

Massa Carrara, dieci giorni fa, esterno bar, poco lontano dalla piazza dove è stato ucciso Giacomo Bongiorni: una ragazza dice di essere stata aggredita da "uno dell'altro gruppo". Scatta la rissa a suon di bottigliate. "Visto come sanguina?" dice lei soddisfatta dopo aver spaccato una bottiglia di vetro sulla faccia del suo aggressore. Nessuno ferma nessuno, di pentimenti nemmeno l'ombra. Anzi, la violenza viene esibita e cose che mai da soli si farebbero in gruppo diventano improvvisamente lecite, applaudite.