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Ultimo aggiornamento: 19:38

Nascere e morire durante una guerra. È stato questo il destino di una bambina di circa un anno e mezzo, Taleen Saeed, uccisa mercoledì scorso durante un raid israeliano nel sud del Libano. La notizia è riportata dall’agenzia Reuters, che ricostruisce quanto accaduto nel villaggio di Srifa. Secondo quanto riferito, la piccola si trovava in casa insieme ai familiari mentre era in corso il rito funebre per il padre. La famiglia Saeed si era riunita confidando in quella che sembrava una tregua nel conflitto tra Israele ed Hezbollah.

Poche ore prima dell’attacco, infatti, era stato reso noto un accordo per un cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Tuttavia, il governo israeliano – come è noto – si sarebbe svincolato da tale intesa per quanto riguarda le operazioni in Libano che proseguono. Nella stessa giornata, l’esercito israeliano ha condotto raid su diverse aree del Paese, con un bilancio complessivo di oltre 350 vittime. Tra le località colpite anche Srifa. Oltre alla bambina, riferisce ancora Reuters, sono morti altri tre membri della famiglia: Qassem Saeed, 26 anni, Khalil Saeed, 60 anni, e Fatima Saeed, 39 anni. La piccola Taleen era nata nel 2024. A ricordarla è il nonno materno, Mohammed Nazzal, sopravvissuto all’attacco: “È nata nella guerra ed è morta nella guerra”. Sull’episodio, l’esercito israeliano ha dichiarato a Reuters che sono in corso verifiche per accertare quanto accaduto.