Roma, 12 apr. (askanews) – Nulla di fatto nel round negoziale tenuto a Islamabad tra Stati Uniti e Iran dopo 40 giorni di conflitto, a fronte di nette divergenze su tre questioni – la riapertura dello Stretto di Hormuz, il destino dell’uranio arricchito iraniano e la richiesta iraniana di sbloccare i fondi congelati all’estero – ma le due parti hanno lasciato intendere di essere aperte a ulteriori negoziati.
“Non siamo riusciti ad arrivare a una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni”, ha detto il capo della delegazione americana, il vice presidente JD Vance, dopo 21 ore di colloqui a Islamabad e subito prima di rientrare a Washington, affermando di aver “chiarito in modo inequivocabile quali sono le nostre linee rosse, su quali siamo disposti a cedere e su quali no”. Quindi ha lasciato intendere che gli Stati Uniti sono ancora aperti a raggiungere un accordo sulla base della loro ultima proposta: “Vedremo se gli iraniani l’accetteranno”. Da parte sua, il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che Teheran ha proposto “iniziative lungimiranti, ma la controparte non è riuscita a conquistare la fiducia della delegazione iraniana in questo ciclo di negoziati”. Ora che “comprendono la nostra logica e i nostri principi” gli Stati Uniti “devono decidere se possono guadagnarsi la fiducia” dell’Iran, ha aggiunto il presidente del parlamento iraniano.












