Vladimir Putin ha parlato al telefono con il Presidente iraniano Massoud Pezeshkian poche ore dopo la fine dei negoziati fra Stati Uniti e Iran di Islamabad, con la mediazione del Pakistan. Putin “ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica del conflitto e a effettuare una mediazione degli sforzi per arrivare a una pace giusta e duratura in Medio Oriente”, ha reso noto il Cremlino.
E’ di almeno 3.375 persone uccise il bilancio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. A dichiararlo è stata l’emittente iraniana Irib. Le vittime sono state identificate dall’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha proseguito la stessa fonte, citando Abbas Masjedi, capo dell’organizzazione. Almeno 2.875 vittime erano uomini e 496 donne. Il mese scorso, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi aveva dichiarato che “centinaia di civili iraniani”, tra cui oltre 200 bambini, erano stati uccisi dall’inizio del conflitto.
Il capo di Stato Maggiore israeliano, Generale di Divisione Eyal Zamir, ha ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di adottare un elevato stato di allerta in seguito al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, e di prepararsi alla possibilità di un ritorno al conflitto militare a breve termine. Secondo fonti militari, riporta Ynet, le Idf hanno attivato una procedura di combattimento strutturata, simile a quella utilizzata alla vigilia delle precedenti operazioni contro l’Iran, accelerando al contempo tutti i processi di pianificazione ed esecuzione. Nell’ambito di tale procedura, è stata impartita la direttiva di mantenere un alto livello di prontezza operativa in tutte le formazioni, riducendo i tempi di risposta e colmando le lacune operative.














