Non è solo una questione di governance. C’è anche un altro nodo: il finanziamento, ai sensi dell’articolo 5. Il regolamento europeo impone che le risorse al servizio pubblico siano assegnate con criteri trasparenti e su base pluriennale, riaprendo così anche il dibattito sul canone. Ed è proprio in queste ore di incertezza che, nello Stretto di Hormuz della Rai — tra Saxa Rubra e via Teulada — si incrociano, come sempre, potere, visibilità, carriere, appalti e storie personali che alimentano, complicano e agitano la giungla del potere nei palazzi romani. E non solo: dalle logge più riservate del Vaticano fino alle grandi aziende pubbliche e a Piazza Dante, affollato condominio di DIS, AISE e AISI, dove le variazioni d’umore di Saxa Rubra sembrano talvolta pesare più di scenari ben più incandescenti. Intuendo la tempesta, ai piani alti c’è chi tenta di definire i palinsesti autunnali prima di un possibile scioglimento, così da «blindare» personaggi e programmi di riferimento almeno fino a gennaio 2027. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi, in difficoltà anche per la mancata costruzione di una proposta informativa efficace sui referendum — soprattutto se confrontata con quella, martellante, di La7 — prova a muoversi prima che arrivi il ciclone, tanto da avviare anche una corte serrata per riportare in veste del «figliol prodigo» Nicola Porro in prime time su Rai Uno da Mediaset. Si sussurra che stia immaginando anche una sua possibile via di fuga: una Rai 2 «allargata», capace di accorpare cinema, fiction e documentari in un polo da oltre 500 milioni di euro, di fatto una seconda Rai costruita attorno alla sua figura. Un’ipotesi che però troverebbe forti resistenze sia in Cda — dove lo scontro più acceso è sempre quello tra i due leghisti, il deus ex machina Antonio Marano e Alessandro Morelli, sotto lo sguardo divertito di Simona Agnes — sia in Commissione di Vigilanza, presieduta da Barbara Floridia.
Rai, in onda il risiko dei poteri tra Bruxelles e Palazzo
Caro direttore, finché c’è proroga c’è speranza. Questa volta a beneficiarne potrebbe essere il «piccolo mondo ...
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