Lo stallo della commissione di vigilanza "non garantisce la terzietà della Rai" alla vigilia di appuntamenti elettorali cruciali come il referendum.
E' l'allarme lanciato dalle opposizioni in una lettera-appello ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.
Nella missiva ai vertici del Parlamento, il centrosinistra denuncia la "grave situazione di stallo istituzionale in cui si trova il servizio pubblico radiotelevisivo" sottolineando come, "priva di adeguati organi di garanzia, la Rai" venga "sempre più utilizzata come strumento di propaganda filogovernativa". La situazione, secondo Pd, M5s, Avs, Azione, Iv e Più Europa, è ancor più incresciosa in vista della consultazione popolare sulla riforma della giustizia e delle prossime elezioni politiche per i rischi connessi alla "qualità" e all'"equilibrio dell'informazione".
Il punto di partenza, scrivono le opposizioni, è "il deliberato blocco dell'elezione del presidente di garanzia della Rai" da parte della maggioranza" che "ha di fatto paralizzato la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, con conseguenze gravi per il pluralismo, l'indipendenza e la correttezza dell'informazione".
Di qui, la richiesta dei capigruppo di un incontro urgente ai vertici del Parlamento sul tema. Intanto, i comitati per il sì e per il no al referendum affilano le armi e i partiti a seguire. Nel Pd è prevista una riunione la prossima settimana per pianificare meglio le iniziative a sostegno della bocciatura della separazione delle carriere. Il M5s già da giorni martella sui social nella stessa direzione. Mentre Forza Italia, dal fronte de sì, si prepara all'evento previsto il 24 gennaio a Roma in memoria di Silvio Berlusconi, con un focus particolare dedicato alla giustizia. In più, raccontano i bene informati, gli azzurri stanno lavorando ad eventi "pop" per vivacizzare la campagna elettorale.






