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Crisi del petrolio, necessario sospendere il Patto. Dal caro-carburanti una stangata da 150 milioni
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sceglie la via della prudenza e della responsabilità. Ai microfoni del Tg3 Lombardia ha indicato con realismo la direzione del dibattito europeo, ricordando che "la risposta della Commissione europea sul Patto di Stabiità la conosciamo, la sappiamo benissimo: solo in presenza di grave recessione" può essere sospeso, ma ha anche aggiunto con franchezza che "se la situazione continuerà così sul fronte dell'energia e degli oli combustibili, temo che la recessione arriverà". Parole che confermano l'approccio di un ministro attento a prevenire gli shock piuttosto che inseguirli.
Da giorni il titolare del Tesoro, insieme alla premier Giorgia Meloni, insiste sulla necessità di una sospensione temporanea del Patto qualora la crisi energetica dovesse prolungarsi. L'obiettivo è garantire margini di intervento a favore di famiglie e imprese, senza mettere a rischio la tenuta dei conti pubblici. Nonostante la cautela di Bruxelles, Giorgetti continua a lavorare su una linea europea condivisa, convinto che "in determinate condizioni l'attivazione debba essere considerata una possibilità realistica". Allo stesso tempo, il Tesoro lavora al Documento di finanza pubblica per il quale sarà decisiva l'aggiornamento del deficit/Pil 2025 che potrebbe tradursi nell'uscita dalla procedura di infrazione. Il ministro ha già anticipato una revisione al ribasso delle stime del Pil, pur premettendo di "credere nei miracoli".






