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Fiano lo ha certificato: il Pd non ha più alcun rapporto coi partiti israeliani, intanto i 5 Stelle hanno aperto le istituzioni agli odiatori dichiarati dello Stato ebraico

Sarà una sinistra "judenfrei" quella che si candida a guidare il Paese. Un Campo largo senza ebrei. La sofferenza finalmente manifestata due giorni fa da Lele Fiano (politica e anche umana) è la sofferenza di tanti. E la ferita di cui parla il leader di "Sinistra per Israele" è quella che il suo partito e il suo schieramento hanno inferto in questi anni all'intero mondo ebraico, e quindi alla democrazia italiana. La questione del boicottaggio di Tel Aviv oggi appare quasi secondaria. Fiano lo ha certificato: il Pd non ha più alcun rapporto coi partiti israeliani, intanto i 5 Stelle hanno aperto le istituzioni agli odiatori dichiarati dello Stato ebraico e il loro leader, Giuseppe Conte, è arrivato al punto di chiedere agli ebrei italiani di dissociarsi da Israele, mentre Avs se la intende con la sinistra dei Corbyn e dei Mélenchon, la stessa di Rima Hassan, l'eurodeputata che ha esaltato l'attivista giapponese che nel 1972 commise una strage all'aeroporto di Lod. I demoni dell'antisemitismo si sono risvegliati, ora ammantati di pretesti pacifisti, umanitari e "rivoluzionari".