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Più che la pace vogliono la sconfitta di Israele. E il coro "Dal Fiume al mare" dilaga nel Pd
La sinistra italiana è riuscita nel capolavoro politico di superare perfino Hamas nelle posizioni su Gaza con una preoccupante deriva radicale che cavalca la questione palestinese per cercare facile consenso. Così, dopo la notizia dell'accettazione di Hamas del piano di pace di Trump, gli unici rimasti a tifare contro l'accordo in Europa sono proprio i pro Pal italiani che si trovano in compagnia della jihad palestinese, dell'Iran e dell'estrema destra israeliana. Nel voto in parlamento sul piano di pace, Partito Democratico, Alleanza Verdi e sinistra e Movimento Cinque Stelle si sono astenuti preferendo continuare a strizzare l'occhio alla linea oltranzista delle piazze in cui si deturpa la statua di Giovanni Paolo II e si inneggia al 7 ottobre.
D'altro canto, non c'è molto da aspettarsi da chi ha ormai adottato come proprio slogan quello che vuole una "Palestina libera dal fiume al mare" che significa cancellare lo stato di Israele. Il candidato della sinistra alla regione Puglia ed europarlamentare del Pd Antonio Decaro batteva le mani a tempo, e dall'assessore grillino di Pavia al consigliere comunale di Parma, dall'Arci a altre sigle, lo stesso slogan continua a essere ripetuto, condiviso, rilanciato.






