Non vuole dare consigli non richiesti. «Silvia è una sindaca in gamba ed è una tosta...». Ma se dipendesse da lui, non ci sarebbe storia: «Secondo me dovrebbe candidarsi alle primarie, insieme a Elly Schlein e a Giuseppe Conte. Fatevelo dire da chi dai gazebo ci è passato e ha sia vinto che perso». Non ha dubbi, Matteo Renzi: «Il fatto che Silvia Salis si sia detta disponibile a correre contro Giorgia Meloni se gli venisse chiesto è una notizia positiva». Ma al pari della segretaria del Pd e del leader Cinquestelle, anche il fu rottamatore (ora in modalità coach del campo largo) è convinto che non sia più tempo per le «incoronazioni», né per «papi stranieri» scelti al chiuso delle stanze di partito. «Quando anziché aprire una grande pagina di democrazia interna c’è chi pensa di poter dire “tocca a te”, si rischiano di perdere le elezioni. È successo perfino negli Stati Uniti con Kamala Harris». Difficile poi, per non dire impossibile, che Schlein e Conte si tirino indietro dalla corsa per la premiership e scelgano di cedere lo scettro di candidato anti-Meloni a qualcun altro, secondo lo scenario immaginato nell’intervista a Bloomberg dall’ex martellista olimpica. Insomma l’appello neanche tanto velato alla sindaca di Genova del senatore fiorentino è «Silvia, ripensaci». E nelle file renziane, che ieri mattina si sono date appuntamento nella Capitale per il via alle Primarie delle idee, c’è una certa fiducia sul fatto che il no ai gazebo scandito dalla prima cittadina della Lanterna non sia un muro impossibile da scalfire. «C’è ancora un anno di tempo, è lunga...», sorride l’ex premier.