BOLOGNA – È arrivato in bicicletta il papà di Viola Mazzotti questa mattina da Cervia. In quell’angolo, tra via dell’ Arcoveggio e via Edera De Giovanni, non ci era mai tornato dall’incidente del 25 novembre scorso, quando la figlia di appena 23 anni ha perso la vita, travolta da un camion. «E non ci tornerò mai più», promette Cristian. «Ma ho fatto questo sforzo perché alcune parole pronunciate da chi ha vissuto certe cose possono avere un altro peso».
Ora infatti una bici bianca, come il mezzo su cui la ragazza viaggiava spedita quel giorno, è stata installata nello stesso punto per immortalarla nella memoria. E per ricordare a ognuno che passerà quanto sia importante prestare attenzione agli altri utenti della strada. «Viola era gentile, anzi particolarmente gentile. E non lo dico perché sono suo babbo. Aveva una caratteristica: le persone le si attaccavano addosso, e lei si attaccava addosso le persone. E oggi la folla venuta a partecipare, partita in carovana su due ruote, ne è la rappresentazione».
All’evento organizzato da Salvaciclisti, c’erano il presidente della Regione Michele de Pascale (“una “ghost bike”, simbolo di memoria che invita a fermarsi e riflettere sull’importanza della sicurezza e del rispetto della mobilità ciclabile), l’assessore alla mobilità Michele Campaniello, ma anche tantissimi amici che sono legati ai suoi mondi e alla sua Bologna, che amava. «C’erano i colleghi del lavoro, i compagni di corso all’università, ma anche quelli incontrati durante il master a Lisbona. E poi quelli di nuoto agonistico».







