Pestato brutalmente da un automobilista solo perché aveva osato sorpassarlo in bicicletta. È successo a Torvaianica la sera del 22 aprile scorso e la famiglia lancia un appello per cercare testimoni.
Sono le 20,40 e Andrea, 51 anni, sta tornando a casa dal lavoro. Come tutti i giorni è in sella alla sua due ruote. È uno sportivo e ama muoversi in bici. Ha indossato il caschetto di protezione e pedala tranquillamente in via dei Romagnoli, la strada che collega la via del Mare con il lungomare delle Sirene. Una strada dissestata in più punti dove i ciclisti sono spesso costretti ad allargarsi per evitare di finire rovinosamente a terra.
Andrea vede una macchina, una Opel rossa, che procede lentamente a causa delle buche e la sorpassa. Per l'uomo alla guida si tratta di un affronto. Sgomma, passa accanto al ciclista e lo supera. Pochi metri dopo la Opel si ferma allo stop e immediatamente dopo arriva Andrea. È tranquillo, non ha assolutamente idea di cosa sta per succedergli.
L'automobilista, circa 30 anni e con un forte accento romano, apre lo sportello, scende, si avvicina ad Andrea, lo insulta e lo riempie di pugni in faccia.
Il ciclista, dal suo metro e 92 di altezza, perde l'equilibrio, perde gli occhiali da vista e cade dal sellino. L'aggressore non si ferma. Continua il pestaggio con calci e altri pugni. Andrea gli chiede di fermarsi. «Così mi ammazzi», gli dice, ma lui non sente ragioni e continua. Da quell'Opel rossa scende una donna che con tutta calma dice al compagno: «Ora basta. Smettila». Una frase pronunciata con freddezza, senza alzare la voce, senza preoccuparsi del ciclista che giace a terra con il viso tumefatto.







