MARGHERA - Roberto Giuffè scrive frenetico su un foglio appunti sparsi, nel tentativo di darsi un ordine cronologico: 2025, Mostra del Cinema di Venezia, influencer, attori, Bezos. Ha solo 53 anni ma fatica a fissare le tappe, e per questo scrive su mille fogli disseminati nel suo ufficio che sta nascendo nel retrobottega.
Del resto, l’ascesa è stata rapida e travolgente. Roba da raccontare. Roberto Giuffè è il “papà” del Margherino, il mezzo krapfen straripante di crema venduto a 1 euro e 70 cent dalla Pasticceria Milady di Marghera. Una nuova delizia made in Veneto che fa impazzire tutti, golosi e non. Al punto che in 6 mesi questo pasticcere di quartiere ha dovuto convertire tutta la produzione del suo locale, per concentrarla solo sui Margherini. Ne sforna circa 2 mila al giorno ma il trend disegna curve sempre crescenti. Il fatturato è di circa 120 mila euro mensili, con 26 dipendenti che si turnano e i fondi esteri che iniziano ad affacciarsi con offerte milionarie.
Chi è davvero Roberto Giuffè, il padre del Margherino?
«Qua mi chiamano tutti Giuffrè, con la R di Marghera (ride). La mia famiglia l’aveva persa per un errore dell’anagrafe negli anni ’30».
Lei è veneto?








