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sabato 11 aprile 2026
(askanews) - "Sicilia terra di pace" si legge sullo striscione che apre la manifestazione a Sigonella, per dire no all'utilizzo della base militare nel catanese e delle altre infrastrutture sul territorio dell'isola, per sostenere la guerra in Iran. Associazioni, sindacati, reti civiche, partiti (come Pd, M5s, Avs), hanno lanciato un appello per una mobilitazione davanti agli ingressi della base.
«Stiamo già pagando il costo economico di una guerra scellerata e illegale - dicono i manifestanti - non vogliamo pagare pure il costo della trasformazione della Sicilia in un hub logistico di guerra che viola la Costituzione». Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino: «Qualche giorno fa gli elettori italiani hanno espresso un voto a difesa della Costituzione, che all'art 11 ci dice che l'Italia ripudia una guerra, questa manifestazione ci dice che la Sicilia ripudia la guerra, quindi noi diciamo che le infrastrutture militari siciliane non possono essere usate a sostegno di questa guerra assurda, che i ceti e i soggetti più deboli stanno pagando, un massacro continuo e inaccettabile. Noi chiediamo che il governo regionale faccia sentire la sua voce, quel governo regionale che ha preso oltre 700 milioni dei Fondi strutturali, sottraendoli a sanità, infrastrutture, formazione, scuola e servizi per metterli a disposizione di infrastrutture per uso militare; per tutte queste ragioni siamo in piazza, sta crescendo un'onda pacifista in questa regione, c'è un popolo siciliano che ripudia la guerra».








