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L'europarlamentare nega la relazione stabile. Ma non spiega il cambio di residenza
Più Ilaria Salis parla, più la sua posizione diventa insostenibile e le sue giustificazioni inverosimili. Dopo la scoperta de Il Giornale della residenza condivisa con il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin, la Salis ha continuato a negare che tra i due vi sia una relazione. Quando era stata trovata durante un controllo di polizia nella stessa camera di hotel con il suo assistente alle 7 di mattina, aveva detto che era solo "un caro amico" che "si era appoggiato" e ora, non potendo più tacere di fronte all'evidenza, affida la sua risposta in un'intervista a Repubblica con risposte surreali.
La Salis sostiene di essere "bersaglio di una campagna della destra che arriva a spiarmi in casa" e di subire una "attenzione morbosa per la mia vita privata". All'europarlamentare di Avs non sfugge che a nessuno interesserebbe della sua vita privata se non fosse stata lei a nominare un assistente parlamentare (stipendiato con soldi pubblici) con cui c'è un rapporto che, alla luce delle evidenze emerse, va oltre la semplice amicizia contravvenendo così al regolamento europeo secondo cui "i deputati non possono chiedere l'assunzione o il ricorso ai servizi del proprio coniuge o partner stabile in un'unione di fatto".






