PADOVA - Un gesto simbolico e un impegno concreto. Un albero accompagnato da una targa ma anche una raccolta fondi per sostenere i bambini autistici. I genitori di Chiara Jaconis, la trentenne padovana uccisa da una statuina che l’ha colpita in testa mentre passeggiava per i vicoli di Napoli, ora ricordano la figlia con una doppia iniziativa.

Lo fanno al liceo Fermi di Padova, la scuola dove la ragazza aveva studiato e dove mercoledì è in programma una cerimonia che si preannuncia molto toccante. Ci saranno gli studenti e i professori di oggi ma soprattutto i compagni e i docenti di ieri assieme ai familiari e ad altri amici. Tutti per Chiara.

«L’idea è nata ovviamente dal desiderio di ricordare Chiara ma non solo – spiega la mamma Cristina Venturi -. Volevo trasformare il ricordo in impegno, in un gesto di amore e solidarietà. Vorrei anche dire con forza che quello che è successo a Chiara non deve più succedere».

A lanciare quella statuina il 15 settembre 2024 sarebbe stato un ragazzino problematico sfuggito al controllo dei genitori, anche se loro hanno sempre negato. Ora la mamma di Chiara continua a chiedere verità e giustizia ma non punta affatto il dito contro quel minorenne, anzi. «Parliamo di ragazzi che hanno bisogno di essere seguiti, non possono mancare l’attenzione e il controllo. La disgrazia purtroppo è successa, credo per negligenza. Proprio per questo dico che serve più responsabilità. Questo evento ha un messaggio preciso, bisogna che nessun’altra famiglia si trovi a vivere quello che è successo a noi: certe tragedie si possono e si devono evitare». In che modo? «Io credo che servano più consapevolezza e più cura – risponde mamma Cristina -. Questi ragazzi non vanno lasciati soli. Vanno accompagnati, controllati e sostenuti ogni giorno».