L’assemblea nazionale del Venezuela, il parlamento unicamerale del paese, ha approvato all’unanimità una legge per consentire di dare in concessione a investitori stranieri le molte miniere del paese. La legge è una delle misure con cui il Venezuela sta trasformando la gestione delle proprie risorse da quando gli Stati Uniti hanno catturato e destituito il presidente Nicolás Maduro: il nuovo regime, guidato dalla vice di Maduro Delcy Rodríguez, ha fin da subito adottato un atteggiamento collaborativo e accondiscendente nei confronti del presidente statunitense Donald Trump e delle sue richieste. Per entrare in vigore, la legge sulle miniere dovrà essere firmata proprio da Rodríguez, un passaggio considerato formale.

La legge sulle miniere è stata approvata un mese dopo un incontro tra una serie di dirigenti del settore minerario statunitense e Rodríguez, organizzato dal segretario dell’Interno statunitense Doug Burgum. Sia Burgum che Rodríguez si erano detti interessati ad aprire i giacimenti minerari venezuelani agli investimenti statunitensi: il Venezuela possiede una vasta riserva d’oro e di minerali rari, tra cui il coltan, utilizzato per produrre oggetti in grado di generare grossi profitti come gli smartphone e i satelliti.