La richiesta della Procura sulle commesse per i nuovi condizionatori: “Falsate assegnazioni per 2 milioni con il sistema dello spezzatino”

Gli interni del Palazzo di Giustizia

Genova – L’accusa mossa dalla Procura è netta: i lavori per il restyling del palazzo di giustizia (pagati dal ministero con due milioni di euro circa) sono stati sistematicamente truccati da un gruppo di dirigenti del Provveditorato alle opere pubbliche, braccio regionale del dicastero delle Infrastrutture, con l’obiettivo di favorire due aziende private. E i sistemi, sempre secondo l’impostazione dell’accusa, sono stati tre: il mancato sorteggio per scremare l’elenco dei fornitori su importi di bassa entità, con la successiva falsificazione dei verbali per far sì che non emergesse la precedente violazione; l’uso strumentale della «somma urgenza» per affidare in via diretta commesse di medio valore, che necessitavano d’una procedura più articolata; lo «spezzatino» d’una più corposa assegnazione (superiore al milione) in tante tranche, così da dribblare la gara.

In alcuni frangenti, è sempre il convincimento di chi indaga, il costo reale è stato «sovrastimato» per garantire maggiori introiti al beneficiario dell’incarico. Il pubblico ministero Patrizia Petruzziello ha quindi chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone: Roberto Ferrazza, 71 anni, ex provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Piemonte; Alessandro Pentimalli, 68 anni, dirigente dello stesso Provveditorato; Alberto De Vivo, sessant’anni, funzionario del medesimo ente; Luca Ballocchi, 44 anni, legale rappresentante dell’impresa Ballocchi Impianti srl; Corrado Canale, 55 anni, legale rappresentante dell’azienda La Commerciale srl. Gli addebiti mossi a vario titolo dagli inquirenti sono in particolare falso e truffa, quest’ultima contestazione legata espressamente al prezzo gonfiato di alcune ristrutturazioni, e il giudice dell’udienza preliminare Elisa Scorza deciderà in un’udienza di metà giugno se tutti dovranno affrontare il dibattimento.