di
Simona Lorenzetti e Massimiliano Nerozzi
La Procura: «Truccato il bando». Oltre a Virano, sotto accusa gli imprenditori Gianluca Aliberti e Pier Luigi Rosito e l’architetto Ubaldo Bossolono
Un bando di gara che va deserto, una società senza requisiti interessata a vincerlo, un’altra che va in suo soccorso e una dirigente del Comune di Torino disponibile ad aggirare le regole. È la trama giudiziaria che trapela dagli atti dell’inchiesta della Procura di Torino sul passato e presente del Mercato Ittico di Porta Palazzo, l’edificio nel quadrante Ovest di piazza della Repubblica al centro di un progetto di riqualificazione ancora oggi fermo al palo. E proprio il bando di gara che avrebbe dovuto completare il restyling dell’area rappresenta lo snodo dell’indagine che il pm Giovanni Caspani ha chiuso nei giorni scorsi. Sotto accusa ci sono la dirigente del dipartimento al Commercio Paola Virano, gli imprenditori Gianluca Aliberti (socio e amministratore di Alto srl, società creata il primo settembre 2023) e Pier Luigi Rosito (socio al 65 per cento di To Be) e l’architetto Ubaldo Bossolono: a tutti (difesi dagli avvocati Roberto Capra, Carmine Ventura, Emanuele Zanalda ed Enrico Moschini) è contestato il reato di turbativa d’asta.






