Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

I due pesi massimi della Tech Economy si sono schierati apertamente contro l'app di messaggistica istantanea di Meta. Centrale la questione della sicurezza e segretezza dei dati

Pavel Durov e Elon Musk si schierano apertamente contro WhatsApp. Un attacco congiunto partito nelle ultime ore con due diversi post pubblicati sui rispettivi account di X, che hanno immediatamente attirato l’attenzione di milioni di utenti. Due pesi massimi della Tech Economy, Durov, imprenditore russo con cittadinanza francese, è il fondatore del social network russo VK e di Telegram, l’app di messaggistica istantanea diretta rivale di WhatsApp, e Musk, che non necessità di presentazioni e che già a gennaio aveva affidato a un post di X le sue perplessità sulla sicurezza di WhatsApp e di Signal, altra app di messaggistica, invitando i suoi follower a utilizzare invece X Chat.

Le nuove accuse mosse contro WhatsApp riguardano uno degli aspetti più delicati e sensibili dei social media, quello della protezione dei nostri dati e dei contenuti che vengono scambiati nelle conversazioni. Insomma, insinuazioni molto gravi che possono provocare molteplici conseguenze che mettono nel mirino Meta, che dodici anni fa aveva acquistato WhatsApp per la cifra record di 22 miliardi di dollari, colpevole di aver consentito tramite una backdoor attiva nel codice sorgente, ai propri dipendenti, appaltatori come Accenture e a terze parti, di accedere ai nostri messaggi. Un vero e proprio atto di guerra che è stato immediatamente rilanciato da Musk e dagli account a lui riconducibili come Doge Designer.