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Ultimo aggiornamento: 13:05

Le associazioni turche e internazionali per la libertà di espressione criticano la nuova e controversa proposta di legge che creerebbe il più grande database al mondo eliminando qualsiasi parvenza di privacy online. Se la legge dovesse passare, gli ID, ovvero i codici privati utilizzati per distinguere in modo univoco un utente o un dispositivo all’interno di un sistema informatico o della rete, saranno a disposizione delle autorità. Gli ID sono infatti fondamentali per il tracciamento e la gestione delle informazioni degli utenti dei social media.

L’Associazione turca per la Libertà di Espressione (İFÖD) ha denunciato che la proposta realizzerà un “panopticon digitale” che tradotto significa un sistema di sorveglianza centralizzato in grado di monitorare tutte le attività degli utenti: identità di ogni account, X o post. La proposta di legge prevede la richiesta di accesso tramite numero di identificazione e il divieto di usare account sotto pseudonimo o anonimi. Secondo il ministro dell’Informazione, le società proprietarie dei social media hanno già accettato queste condizioni. Il governo sta inoltre lavorando contemporaneamente a una misura che vieterebbe l’uso dei social media ai minori di 16 anni.