La crisi geopolitica in Medio Oriente è arrivata fino alla mozzarella di bufala campana Dop. Costi di produzione in impennata, a cui si somma l’instabilità legata alla crisi del carburante aereo, e nuove, prevedibili criticità sul fronte dell’approvvigionamento dei materiali per packaging e logistica. Non una bomba, ma un sistema che comincia a sentire la pressione del contesto globale. E che, inevitabilmente, apre alla possibilità di un rialzo dei listini della Bufala Campana.

“Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.

Trasporti

Il punto, però, è che la mozzarella di bufala non è un prodotto che può permettersi rallentamenti. È fresca, deperibile, legata a tempi molto stretti: produzione, confezionamento, trasporto. Tutto si gioca in una finestra breve, quasi compressa. Ed è proprio questa finestra che oggi si sta restringendo. Il riferimento agli scali aeroportuali, in questo senso, non è un dettaglio tecnico ma un passaggio concreto: quando un prodotto dipende da una logistica rapida e precisa, basta poco perché un aumento dei costi si trasformi in un problema più ampio, che riguarda la tenuta stessa del sistema.