Il picco del gas ha già toccato il 70% di incremento rispetto a poche settimane fa, mentre l’allarme kerosene negli aeroporti di tutto il mondo è ormai quotidiano, con inevitabili ripercussioni sui costi di produzione e di trasporto della filiera e sul caro-carrello per le famiglie. Stavolta, insomma, non è come all’epoca degli annunci sui dazi del presidente Usa Trump, che non hanno escluso il comparto agroalimentare ma il cui impatto è stato in parte meno pesante di quanto si temeva. No, stavolta al Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop temono davvero che le conseguenze della guerra in Iran possano seriamente compromettere l’export del prodotto, annullando di fatto il significativo margine di crescita registrato nel 2025 (l’anno si è chiuso con un importante +3,5%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di MBC Dop).
«Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump», commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo.








