Un brutto periodo per il Bra calcio. Dopo le recenti polemiche per la fusione con la squadra di Alba, gli striscioni, le scritte sui muri della città sulla «storia da difendere», arriva questa tegola giudiziaria. Che è tutt’altra cosa. Ma in gioco c’è l’immagine di una squadra: quell’anno scorso, che ha conquistato un traguardo storico. Tre ex giocatori sono accusati di aver violentato un anno fa, alla fine di maggio, una ragazza di vent’anni, negli ultimi giorni della stagione calcistica, quando è stata innalzata al cielo la coppa ed è stato celebrato il passaggio in C. Una festa per tutta la città.
La società: «Noi estranei alla vicenda»
Una città che ora è sotto choc. «L’Associazione Calcio Bra apprende con assoluto stupore il contenuto delle notizie oggi pubblicate su alcuni organi di informazione, che vedono protagonisti tre ex tesserati – si legge in una nota del club appena diffusa -. Nel rispetto dei principi di presunzione e di innocenza e con piena fiducia nella Magistratura, l’A.C. Bra si astiene da qualsiasi commento e giudizio sui fatti riportati, prendendo le distanze da ogni condotta e da episodi riferiti alla sfera privata delle persone coinvolte che, se accertati, meritano la più ferma condanna». «La Società – prosegue il comunicato ufficiale –, a tutela della propria immagine, reputazione e onorabilità, si riserva ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti, ribadendo il proprio impegno nel promuovere i valori dello sport, del rispetto e della legalità. Si precisa, infine, che il presente comunicato viene diffuso al solo fine di informare l’opinione pubblica e di tutelare la reputazione dell’A.C. Bra, assolutamente estranea alla vicenda, senza alcuna intenzione di anticipare giudizi o attribuire responsabilità che saranno accertate nelle opportune sedi».










