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L'europarlamentare ribadisce che l'assistente è un amico, ma vivevano insieme. Il giallo dei diritti d'autore per il libro "Vipera" che hanno scritto a quattro mani
Ilaria Salis e il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin erano residenti nella stessa casa a Milano. A confermare lo scoop de il Giornale è l'europarlamentare di Avs, che però prova a negare l'evidenza della sua relazione.
"Ribadisco che Ivan Bonnin è un mio amico fidato oltre che collaboratore professionale al Parlamento europeo, ma non è il mio partner. La circostanza di aver avuto per un periodo la residenza allo stesso indirizzo a Milano, in un'abitazione nella quale né io né lui trascorriamo abitualmente molto tempo, non implica alcunché", ha dichiarato ieri la Salis all'Ansa. Poi ha aggiunto "è inopportuna e imbarazzante l'attenzione morbosa rivolta alla mia sfera privata, soprattutto in una fase in cui vi sono questioni di evidente rilevanza pubblica che meriterebbero ben altra considerazione", per arrivare a chiosare come "alcuni organi di stampa, tutti riconducibili a un preciso orientamento politico, continuano invece a portare avanti campagne diffamatorie nei miei confronti, individuando nella mia persona un bersaglio per loro ideale, in quanto donna di sinistra e antifascista. Si tratta di dinamiche squallide che respingo con fermezza, e rispetto alle quali non intendo in alcun modo lasciarmi intimidire".






