Non è più una minaccia occasionale né qualcosa che riguarda solo chi frequenta boschi e pinete. In Italia la processionaria è una presenza concreta e sempre più diffusa “fuori stagione” anche nella vita quotidiana, tra parchi cittadini, giardini e viali alberati. E il rischio non riguarda solo gli animali domestici, in particolare i cani, ma coinvolge sempre più spesso anche l’uomo, rendendo necessario un livello di attenzione che fino a pochi anni fa non era così urgente.

Il ruolo del clima: perché oggi è più pericolosa

Uno dei fattori chiave che ha cambiato il comportamento della processionaria è il clima. Gli inverni più miti e la riduzione delle gelate hanno reso l’ambiente molto più favorevole alla sopravvivenza delle larve, che un tempo venivano naturalmente contenute dalle basse temperature. Questo ha portato a una duplice conseguenza: da un lato un aumento della popolazione, dall’altro un’anticipazione del ciclo biologico. Oggi non è raro osservare le prime “processioni” già tra gennaio e febbraio, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Inoltre, la specie si sta espandendo anche in altitudine e verso aree dove prima era poco presente, trasformandosi di fatto in un indicatore dei cambiamenti climatici in atto.