Una chiesa che accoglie i fedeli a quasi tre anni dalla sua chiusura.

Una comunità, quella del rione Libertà di Bari, che ritrova la sua casa più bella, luminosa e sicura.

Sarà riaperta al culto il prossimo 14 aprile con una messa presieduta alle sei del pomeriggio dall'arcivescovo di Bari e Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, la chiesa che i domenicani hanno voluto fosse intitolata a Maria SS. del Rosario, ma che i paolotti nel Seicento dedicarono in precedenza a San Francesco da Paola.

"Per tutti noi baresi è la chiesa di San Francesco", dice un operaio alle prese con la regolazione del volume dei microfoni. I lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza, per circa 1,9 milioni di euro, sono stati possibili grazie alla donazione di una famiglia di devoti.

"Nel silenzio, vogliono restare nel silenzio come è giusto che sia", sussurra don Peppino Cutrone il parroco, indaffarato tra impianti luci e audio. I lavori hanno rinvigorito la bellezza della chiesa accendendo di blu l'interno della cupola, dando nuova vita alle raffigurazioni che sulle pareti ritraggono per la gran parte santi domenicani: da san Domenico a San Tommaso D'Aquino. "Ma è il Cristo morto il cantuccio di preghiera di chi entra qui", puntualizza don Peppino e continua: "Quante donne ho visto piangere e pregare lì davanti". La storia della devozione è rinata ritrovando anche uno scrigno custode di un tempo lontano e testimone della presenza seicentesca dei monaci: un purtridarium la cui disposizione rispecchia l'altare "quasi a voler creare continuità nella preghiera", evidenzia il sacerdote sottolineando che "nei lunghi mesi è stato importante spiegare agli operai l'importanza di quanto stavano compiendo".